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  1. #1
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    Predefinito [TRADUZIONE] Il Diario di Abd al-Hazir

    Non so se sia già stato fatto da qualcun altro, ma ho iniziato la traduzione di questi scritti, spero possa essere per voi cosa gradita.
    Al termine penso che li organizzerò meglio, sotto forma di pagine web, per ora, ecco i primi due episodi: 002 e 004 (rev.1 [29.06.2010])

    aggiornamento: aggiunto 005
    aggiornamento: aggiunto 006

    27.06.2010
    - aggiunto 007
    - aggiunto 008

    28.06.2010
    - aggiunto 009

    01.07.2010
    - aggiunto 0010

    02.07.2010
    - aggiunto 0013

    04.07.2010
    - aggiunto 0016

    06.07.2010
    - aggiunto 0017

    10.07.2010
    - aggiunto 0020
    Ultima modifica di ares; 10-07-2010 alle 20:08
    Non esiste un altro gioco come Eve Online.
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    The Butterfly Effect

  2. #2
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    - riservato per l'episodio 001 -
    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:33

  3. #3
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    - 002 -

    CALDEUM

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    Caldeum fu un tempo la città più fiera di tutto il Kehjistan, la capitale del commercio dell'intero mondo. Caldeum non fu mai vista come il cuore dell'impero, anche se rivaleggiava con Viz-jun e successivamente con Kurast, quanto a dimensioni, e a coloro i quali chiamavano Caldeum la loro casa, piaceva così. Anche quando esplosero le guerre dei clan dei maghi, non fu mai tollerato che le battaglie influenzassero il commercio a Caldeum, per quanto la politica e la magia possano essere importanti, trascurare il commercio è una cosa grave. Lasciate che Kurast veda se stessa come il centro del mondo, avrebbero detto. Noi continueremo a mantenere il nostro libero scambio di beni, valute e e idee, tante grazie.




    Ma l'orgoglio che una tempo deteneva questa città è diventato offuscato e sbiadito. Guardando indietro a tutto ciò, adesso, mi verrebbe da dire che questo marciume che infetta la nostra città ha avuto inizio quando un buon numero di nobili di Kurast abbandonarono le loro case e si stabilirono a Caldeum. Avevo sentito tutte le terrificanti e incredibili dicerie sul perchè fossero fuggiti dalla loro grande città, ma erano fatti che non ci riguardavano. Fu il loro comportamento a destare la nostra preoccupazione. Appena il sollievo di essere salvi da qualunque cosa li avesse ammassati qui si dissolse, il loro comportamento cambiò in pretenzioso e poi, in definitiva, in arrogante. Non ebbero problemi a pretendere il loro “legittimo” posto nel consiglio del consorzio commerciale che governa la nostra città ed erano preparati ad utilizzare le loro ricchezze per assoldare i mercenari necessari affinchè vedessero realizzarsi le loro ambizioni.

    Inizialmente ero incerto quando l'imperatore del Kehjistan emerse per affrontare questa situazione di rapido deterioramento. Ma il fascino, la leadership e l'intelligenza che portò con sé quando risolse così rapidamente il conflitto tra il nostro consiglio e i nobili di Kurast furono nientemeno che magistrali. Quando il popolo lo supportò completamente nel suo ruolo di imperatore, io vidi questo risultato come nient'altro che un miracolo. Anche se siamo sempre stati parte dell'impero del Kehjistan, e quindi soggetti alle sue leggi, abbiamo sempre agito come se fossimo un'entità indipendente, grata a nessun altro che a se stessa. Sembrava davvero che al tempo la catastrofe fu scongiurata, ma ora è diventato fin troppo evidente che era semplicemente nascosta sotto una sottile patina di civiltà.

    Questa patina cominciò a frantumarsi quando l'Imperatore Hakan si ammalò. La sua autorità cominciò a tramontare e la condotta a Caldeum cambiò con la sua salute. Quando peggiorò, così fece la nostra 'un tempo' fiera città.

    Quando morì e il suo inconcludente figlio salì al trono, Caldeum cominciò a roteare nell'abisso.
    La nostra lista di mali sembrava senza fine: lo stato della tirannia, le baracche in cui costretti a vivere, l'incompetenza del governo, il riemergere degli intolleranti Zakarum e le loro dispute con la nostra classe di maghi... potrei andare avanti per intere pagine.

    E' troppo da sopportare, davvero.


    ________________
    Riguardo l'autore
    Abd al-Hazir è un famoso gentiluomo, storico e studioso. Egli ha recentemente assunto l'incarico senza precedenti di investigare, ricercare e catalogare informazioni sulle uniche località e gli abitanti del nostro mondo.
    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:34

  4. #4
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    - riservato per l'episodio 003 -
    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:34

  5. #5
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    - 004 -

    INCONTRO CON LA MORTE INTANATA, Parte I

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    Mentre mi preparavo a posare la penna sulla carta per cominciare a registrare i miei pensieri all'inizio della mia epica impresa di raccogliere insieme le conoscenze del mondo in un unico tomo, la mano della provvidenza mi battè sulla spalla. Le notizie che un selvaggio animale scavatore aveva ucciso un cittadino appena fuori della città, mi diede la magnifica opportunità per vedere di persona una della creature più inquietanti con cui dividiamo questo mondo – il feroce Trebbiatore Delle Dune.


    Cacciato via tanto tempo fa dalle località insediatesi nelle profondità delle desolate distese desertiche delle zone di confine, il Trebbiatore Delle Dune è avvistato raramente dai residenti cittadini. Ogni tanto, tuttavia, che sia per le ferite o per la vecchiaia, una di queste bestie maledette si avventura ai margini della civiltà per banchettare con i fragili animali umani. Quando ciò accade, un professionista come Franklin Burroughs, il celebre cacciatore e condottiero, è chiamato a porre fine alla minaccia.

    Fortunatamente Burroughs ed io, essendo entrambi uomini di viaggi e di avventure, abbiamo naturalmente incrociato i nostri cammini prima di allora (gli assidui lettori delle mie opere, ricorderanno senza dubbio questo brizzolato, grezzo macigno roccioso d'uomo dal mio classico, Cronache di Xiansai). Così, l'ho contattato in modo che fosse possibile permettermi di partecipare alla sua missione di liberarci dall'incubo scavatore. Egli si mostrò riluttante all'inizio, ma potrei dire che fu felice di avermi con sé.

    Mi incontrai con lui al crepuscolo, sulle sabbiose rocce che circondavano le distese di Tardein. Mentre mi avvicinavo, Burroughs stava inginocchiato sulle rocce nere, esaminando qualcosa. Guardai l'indistinguibile affare che stava fissando così intensamente, ma non fui in grado di identificarlo. Sollevò la sua mano, accennandomi a fare passi leggeri. Quando gli chiesi qual era il problema, indicò il centro della sua attenzione e chiese se volevo finire come quel povero stolto. Risi, pensando che mi stesse giocando uno dei suoi scherzi ancora una volta. Chiunque sapeva che la trebbiatrice delle dune attaccava da sotto la sabbia e che noi eravamo al sicuro sulle rocce!

    “Spiegalo a lui” mi disse.

    Guardai di nuovo e ciò che vidi mi fece contorcere lo stomaco. Le rocce tradivano la disperazione con cui la vittima si era aggrappata ad esse. Sulle loro superfici macchiate di sangue c'erano strisce di pelle che erano state lacerate dalle sue mani e dalle dita.

    “Salteranno proprio su una di queste rocce e ti trascineranno giù. Un cacciatore esperto potrebbe sopravvivere a un attacco, ma qualcuno come te diventerà un pasto se continui a camminare qui intorno facendo tutto quel rumore”. Ridacchiò tra sè mentre se ne saliva sul suo carro pesantemente caricato.


    Mi spostai rapidamente (e silenziosamente) dal bordo delle rocce. E poi sentii uno stridio.
    Burroughs aveva tirato fuori un largo oggetto, una gabbia di qualche tipo, coperta da un drappo nero. Questa gabbia era la fonte di emanazioni infernali. Grosse corde pendevano attaccate da qualche parte in profondità sotto l'oscuro velo. “Non è abbastanza”, disse. Come a voler dimostrare il suo punto, scosse la gabbia che stava tenendo. Grida ancora più spregevoli vennero fuori, facendosi strada nella mia testa come gelide, affilate lame. Ma non erano niente in confronto al suono che udii in seguito – il mortale zangolare della sabbia che preannuncia l'arrivo del Trebbiatore.

    “Il loro suono irrita il Trebbiatore fino a qualcosa di feroce. Meglio lasciarli nella sabbia prima di avere compagnia qui sopra”. Detto questo, strappò via il panno dalla gabbia. Lo shock di vedere cosa era contenuto al suo interno mi sopraffece immediatamente. Sembrava che tutto venisse lavato insieme in una sorta di nauseabondo miscuglio grigiastro, e le mie ginocchia crollarono.


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    Ultima modifica di ares; 29-06-2010 alle 11:40

  6. #6
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    - 005 -

    INCONTRO CON LA MORTE INTANATA, Parte II

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    Appena cominciai a cadere, Burroughs mi afferrò per la nuca e mi scosse violentemente. “Vuoi davvero cibare qualche Trebbiatore, non è vero, al-Hazir?” chiese. “Cos'è, non hai mai visto dei necrofagi prima d'ora?”


    Avevo già visto degli necrofagi infatti: piccole creature scavatrici che si cibano di carcasse. A differenza della maggior parte degli animali di questo tipo, però, questi erano estremamente aggressivi e non avrebbero esitato ad attaccare quelli sfortunati al punto da incontrarli. I necrofagi hanno gambe potenti, che usano per balzare in attacchi fulminei, colpendo i vulnerabili volti e le gole. La loro anatomia possiede incredibili somiglianze con quella dei saltatori del deserto Aranoch e per questo molti ricercatori classificano i due gruppi come appartenenti alla stessa famiglia di creature. Una variante stregata (alcuni dicono demoniaca) è conosciuta per aver tormentato gli avventurieri nella regione di Tristram già una ventina di anni fa. I necrofagi furono anche la causa di un angoscioso episodio accaduto durante la mia giovinezza, ma di cui non ho bisogno di riferire in questo momento.

    “Si, scavatori per prendere uno scavatore”, disse. Poi prese le cime delle corde che pendevano dalla gabbia e le infilzò nel terreno usando una picca pesante. Unì anche quelli che sembravano lunghi coltelli ai lati dei suoi stivali pesanti e sfregiati e spinse le lame nel terreno.

    “Faresti meglio a toglierti di mezzo”. E così, mentre teneva le corde, disfece il meccanismo di allaccio sul lato della gabbia. Quindi la lanciò sulla sabbia. La gabbia esplose in avanti con i frenetici tentativi dei necrofagi di sfuggire a quella recinzione. Ebbi a mala pena il tempo di domandarmi come Burroughs fosse stato capace di mettere dei collari (ai quali le corde erano attaccate) attorno ai colli dei necrofagi prima che le depravate bestie potessero infilarsi nel soffice terreno.

    Ero estremamente teso a questo punto. Mi sentivo nudo ed esposto. Quale follia mi aveva convinto che venire qui fuori fosse una buona idea?

    Guardai verso le distese nella luce che si affievoliva, tentando di scorgere le cornute pinne-spia del Trebbiatore farsi strada tagliando la superficie della sabbia.

    Senza assolutamente alcun preavviso, il Trebbiatore delle dune ruppe violentemente la superficie, tutti e tre i necrofagi furono catturati dalla sua orribili fauci. Ci fu un'imponente esplosione di sabbia quando il Trebbiatore si tuffò nuovamente nel terreno col suo bottino. Le corde scattarono in tensione immediatamente e io pensai che Burroughs sarebbe stato trascinato verso la sua morte. Non capivo come aveva pensato di poter riavvolgere le corde con un mostro così enorme. Ma non ci stava neanche provando – stava solo resistendo.

    Dopo parecchi intensi secondi che sembravano estendersi verso l'eternità, le corde cominciarono ad emettere strani movimenti a strattoni.

    “Ah. I piccoli bastardi stanno facendo il loro lavoro”. Sorrise in modo spaventoso. “Non dovrebbe volerci molto adesso”.

    Passarono ancora altri momenti di questa stranezza, poi gli strattoni delle corde diventarono sempre minori e minori. Finalmente, cominciò a tirare a sé la sua conquista. Quando era parzialmente sulle rocce, potei vedere cos'era successo. Il Trebbiatore aveva ingerito i necrofagi per intero ed essi, a loro volta, avevano cominciato a farsi strada divorando il Trebbiatore dall'interno dello stomaco, prima che i succhi gastrici della bestia li uccidesse. Un necrofago si aggrappava ancora alla vita, ma a mala pena. Si era effettivamente fatto strada scavando fino a metà strada fuori dal Trebbiatore, artigliando l'aria mentre la sua pelle veniva lentamente divorata via. Vomitai.

    Burroughs, ridendo di me ancora una volta mentre tagliava via la testa triangolare della bestia, cominciò a istruirmi sull'incredibile Trebbiatore delle dune: le dinamiche della sua sporgente, angolata mascella inferiore, che taglia un percorso nel terreno; il modo in cui la conformazione di tale mascella permette al Trebbiatore di nuotare senza sforzo sotto la sabbia con inimmaginabile rapidità; e molto altro che allora non mi curai di ascoltare. Annuivo debolmente con la testa e mi chiedevo quanto ci sarebbe voluto prima che potessi gentilmente andarmene a casa e strisciare a letto.


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    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:35

  7. #7
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    - 006 -

    LE BORDERLAND

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    Dopo il mio incontro con il Trebbiatore delle dune, si potrebbe naturalmente pensare che fossi esitante ad avventurarmi nelle distese che circondano Caldeum. Coloro che hanno messo piede negli infuocati, gialli paesaggi delle Borderland (zone di confine, ndT) e ha guardato verso i suoi chilometri di sabbia sterile turbata dalla sua vita selvaggia, sarebbe certamente d'accordo con questo sentimento.

    Però non fu sempre così. Negli anni scorsi, avrei potuto avventurarmici senza preoccupazioni per la mia sicurezza. Eppure, nonostante le Borderland siano tra gli habitat più selvaggi del nostro mondo, neppure queste terre letali erano un problema per la superiore risolutezza di Caldeum al suo apice.


    Le Borderland erano in origine prive di ogni genere di esploratori, ad eccezione di quelli più tenaci (qualcuno direbbe pazzi) finchè la grande città militare di Lut Bahadur (letteralmente, “città del varco”) fu costruita per tenere i Lacuni (razza degli uomini pantera, ndT) che risiedevano nel loro dirupo, a distanza di sicurezza da Caldeum. La solitaria veglia di Lut Bahadur sulle desolate distese giunse al termine quattrocento anni fa quando un prezioso minerale fu scoperto nella regione nota col nome di Stinging Winds (venti brucianti, ndT). La città di Alcarnus fu rapidamente istituita come centro di tutte le estrazioni della zona, mentre molti altri insediamenti minori sorgevano dalla sua scia. Quando l'oasi di Dahlgur fu scoperta, una terza città vi fu eretta; il dominio di Caldeum sulle Borderland era completo. Le Borderland potevano fiduciosamente dipendere da freschi rifornimenti di cibo e acqua portati dalle carovane di Dahlgur, protette dalla potenza della Guardia Delle Dune di Caldeum.

    Ma Hakan II, il nostro giovane e inesperto sovrano, ha ritenuto opportuno ritirare il supporto di Caldeum dalle lande e abbandonare a loro stessi coloro che vivevano lì. Adesso nessuna carovana è al sicuro e i profughi dalle Borderland bussano contro i cancelli di Caldeum in interminabili ondate di soccorso umanitario, disperati per la salvezza che un tempo forniva la nostra città. Io ho parlato a lungo con molte di queste povere genti e i racconti che condividono indurrebbero a una pausa anche l'avventuriero più valoroso. Anche se le loro storie di un culto segreto intento ad erigere un esercito demoniaco sono chiaramente esagerate, data la loro mancanza di conoscenza in merito a cose del genere, la loro isteria e sofferenza mi hanno convinto che qualcosa di terribile sia davvero in agguato nelle Borderland.


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    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:36

  8. #8
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    - 007 -

    I MAGHI

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    Data la mia scarsa tolleranza per coloro che vorrebbero utilizzare la magia per i loro scopi nefasti, molti ritengono che io sia avverso alla pratica delle arti magiche a livello filosofico. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. La mia disputa è con quei maghi che rinnegano le antiche tradizioni e gli insegnamenti – insegnamenti che sono stati affinati nel corso dei millenni allo scopo di preservare il rispetto per l'autorità e lo stato di diritto.

    Recentemente la gioventù di Caldeum è caduta preda delle storie esagerate che riguardano proprio una fattucchiera criminale. Esatto: ho usato l'inconsueto termine di fattucchiera e non maga. A quanto pare anche il titolo per una civilizzata portatrice di magia è troppo restrittivo per questa giovane arrivista. Tramite i miei contatti al tempio Yshari del clan dei maghi, sono attualmente uno dei pochi a conoscere la verità dietro le voci che ora si trascinano tra le nostre strade riguardo questa portatrice di guai che ostenta la sua magia irresponsabilmente.


    Questa fattucchiera fu mandata qui per trascorrere i suoi anni di formazione sotto la tutela dei migliori maghi del mondo. Ecco, a quanto pare sulla sua isola nativa di Xiansai hanno trascurato l'insegnamento delle usanze dei nostri maghi, dato che è stata una studentessa maleducata e non collaborativa sin dal principio. Inizialmente sotto la guida del clan di Zann Esu, col tempo è stata affidata ai Vizjerei nella speranza che la loro severa e inflessibile disciplina avrebbe infranto il suo spirito anarchico. Eppure, neanche gli estimati maestri Vizjerei furono capaci di domarla. Era continuamente sorpresa intenta a ricercare magie pericolose e proibite, incurante delle conseguenze per se stessa o di chiunque le stesse intorno.

    Sebbene non ci sia alcuna verità nei racconti riguardo il suo avventurarsi nei malvagi Abissi Funesti sotto il santuario, fu sorpresa negli Antichi Depositi dove, per la sicurezza delle persone, sono tenuti i più pericolosi incantesimi. Quando al cospetto del grande mago Vizjerei, Valthek, le fu chiesto di motivare le sue azioni, lei lo attaccò sfacciatamente, piuttosto che accettare la punizione che meritava per il suo comportamento.

    Storie esagerate della battaglia sono già state gonfiate fino a proporzioni leggendarie dai giovani più ribelli della nostra città, ma è sufficiente dire che lei non sconfisse il più potente mago degli Yshari in un onorevole scontro a singolar tenzone. I dettagli dello scontro restano poco chiari, dato che Valthek deve ancora riprendere conoscenza, ma fonti attendibili hanno accertato che lei abbia fatto affidamento a trucchi e inganni per abbattere il suo grande avversario. Inoltre sono stato assicurato del fatto che gli estesi danni alle proprietà erano principalmente il risultato delle abilità magiche di Valthek e non della fattucchiera arrivista. Riguardo al dove si trovi adesso, nessuno lo sa con certezza, dato che è fuggita dalla città immediatamente dopo lo scontro.

    Il mio obiettivo non è di destare preoccupazione, ma trovo questa situazione inquietante. Adesso abbiamo una fattucchiera ribelle, giovane e inesperta, che vaga per il mondo dilettandosi in potenti magie che non può comprendere. Coloro più saggi di te o di me, molto tempo fa decretarono che talune scuole di magia erano troppo pericolose e ne vietarono la pratica. Sono quelle magie che questa fattucchiera sembra determinata ad esplorare – magie incentrate sulla manipolazione delle forze primordiali dalle quali è stata costruita la realtà. Immagina una giovane testarda diciannovenne, capace di deformare il tempo al suo volere! Il solo pensiero è davvero terrificante. Onestamente la mia speranza è che questa sedicente incantatrice non faccia mai più ritorno a Caldeum.


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    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:33

  9. #9
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    - 008 -

    LO SCHELETRO NON-MORTO

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    I non-morti sono un cancro per il nostro mondo, eppure ancora nessuno ritiene utile approfondire la loro esistenza e trovare un modo per liberarcene una volta per tutte. Quanto dovrà passare prima di doverci confrontare con lo spettro di un esercito di guerrieri scheletri non-morti eretto da qualche folle mago o aspirante semidio? Non lasciare che la scarsezza di notizie riguardanti attacchi di scheletri ti culli in uno stato di sicurezza. Stanno arrivando, ricorda le mie parole.

    Malgrado il fatto che gli scheletri possano apparire tonti e sornioni, non sono qualcosa di cui prendersi gioco. Non dovremmo neanche rimuoverli dalla nostra considerazione, né ignorare il problema che rappresentano. E' ben oltre il tempo per un'indagine seria riguardo la loro natura. Dal momento che sono fin troppo qualificato su molti argomenti pertinenti quest'area di interesse, pare che ricada su di me rimediare a questa mancanza di comprensione. Dopo aver concluso diversi mesi di lungo, arduo studio, presento ora le informazioni raccolte nelle mie ricerche su queste diaboliche mostruosità.


    Contrariamente a quanto ritenevo, uno scheletro rianimato in effetti è composto da pezzi e frammenti di un qualunque numero di scheletri differenti, non uno solo. La loro eterogenea composizione gli conferisce la capacità di formarsi e riformarsi e li rende facilmente evocabili, premesso che vi sia sufficiente materia prima a portata di mano. Eppure con questo non si vuole dire che un negromante qualificato non possa evocare una squadra di scheletri guerrieri a suo comando in qualunque posto scelga di farlo. Semplicemente richiede meno sforzo formare un esercito di scheletri in un cimitero, piuttosto che nel mezzo di una foresta.

    Inoltre, sono arrivato a credere che l'intelligenza di uno scheletro sia limitata dalla potenza e dalla portata dell'incantesimo usato nella creazione della creatura. Teoricamente si potrebbe avere un singolo astuto scheletro servitore o un esercito di un centinaio, con lo stesso dispendio di energia magica. Tuttavia sono incerto su come spiegare la alquanto ridicola predisposizione mentale di uno scheletro medio. Forse l'illogicità della sua stessa esistenza fa credere allo scheletro che sia divertente nascondersi in un barile, facendo rumore a intermittenza per qualcosa come trecento anni finchè una vittima non passi di là?

    Contrariamente agli altri orrori non-morti di cui è stato afflitto il nostro mondo – vale a dire gli zombie senza cervello e i branchi di ghoul – gli scheletri sono molto più pericolosi nel loro complesso a causa delle loro capacità di essere organizzati e governati. Basandosi sulle prove, ci vuole solo poca energia in più per infondere gli scheletri con la sufficiente intelligenza per permettergli di utilizzare scudi allo scopo di difendere se stessi e i loro compagni. Questi “scheletri scudo”, come mi piace chiamarli, sono diffusi in modo allarmante, anche se non in modo numeroso quanto lo scheletro guerriero di base.

    Se i miei punti di cui sopra non dovessero convincere gli scettici riguardo la gravità della situazione, si consideri il caso dello scheletro evocatore. Questo avanzato guerriero scheletrico è creato specificamente con un'intelligenza più elevata che gli fornisce la capacità di rifornire le fila di non-morti quando necessario. Si, aggiungere evocatori all'infernale mischia non-morta risulta essere una nauseante ricetta per un esercito auto-sufficiente, capace di rinnovarsi in modo perpetuo, in modo da poter soddisfare qualunque diabolico fine il suo padrone lo abbia chiamato a perseguire.

    Dovrebbe apparire evidente a tutti i lettori intelligenti che qualunque folle necessita solo della materia prima di resti scheletrici per creare queste armate di non-morti. La soluzione ovvia è quella di dissotterrare i cimiteri e cominciare a bruciare scheletri più velocemente possibile. Solo allora potremo essere certi di aver rimosso questa mortale minaccia di coloro che vorrebbero farci del male.


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    Ultima modifica di ares; 27-06-2010 alle 20:32

  10. #10
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    - 009 -

    I KHAZRA

    Dalle scritture di Abd al-Hazir

    I Khazra (conosciuti in forma colloquiale come “uomini-capra”) sono stati ritenuti a lungo naturali abitanti di questo mondo, un po' come per le tribù del deserto e delle regioni montuose degli “uomini-pantera”, i Lacuni, ma ho recentemente rinvenuto delle prove che rivelano che niente potrebbe essere più distante dalla realtà. La storia dei Khazra è ben più complessa e inquietante di quanto precedentemente si potesse immaginare.

    Secondo le antiche scritture che sono stato in grado di tradurre, i Khazra in origine erano umani, una parte della razza Umbaru trovata nelle fitte giungle della regione Teganze, nel continente orientale. In qualche punto del lontano passato, i cinque clan che sarebbero poi stati conosciuti come Khazra, migrarono in zone più elevate e cominciarono ad evolvere lungo linee differenti rispetto agli uomini di clan che si lasciavano alle spalle. Vissero relativamente in pace e iniziarono la transizione da società primitiva basata su caccia e accumulo di risorse ad una basata sull'agricoltura. Questo stato delle cose cambiò drammaticamente quando incontrarono i Vizjerei circa duemila anni fa (se le mie opere di traduzione risulteranno essere corrette).

    Era l'apice della guerre dei clan dei maghi e persino i possenti Vizjerei mostravano segni di stress provocati dal prolungarsi dei combattimenti. Una fazione dei Vizjerei decise di assemblare un esercito usando vittime possedute da demoni. Non si sa in che modo i clan siano entrati in contatto con i Vizjerei, ma nell'arco di circa un decennio, alcuni dei futuri clan Khazra sono passati dalla loro pacifica esistenza ad una di totale guerra al fianco dei Vizjerei. Questo fu certamente il risultato della visione dei loro fratelli che venivano tristemente trasformati dai Vizjerei in esseri simili a capre.


    Anche se risultavano primitivi per gli standard dei Vizjerei, i clan Umbaru tennero comunque a freno i potenti maghi grazie alla loro familiarità col terreno e una ferocia assoluta. Ma questa situazione non poteva durare per sempre. Quando intere decadi di guerra selvaggia pretesero il loro tributo sulla cultura e le menti degli Umbaru, i clan cominciarono a cercare ogni mezzo possibile per sopraffare i propri nemici. In realtà, persero di vista ogni altra cosa.

    I precisi dettagli su ciò che avvenne in seguito sono scarsi, ma ho accertato che in qualche punto durante i successivi duecento anni, decisero di usare la stessa forza dei Vizjerei contro di essi. A questo scopo i clan si prodigarono attivamente nella cattura di un mago che eseguisse i loro ordini. Alla fine riuscirono con la violenza a costringere uno dei loro prigionieri ad aiutarli non solo ad ottenere il controllo sui loro compagni trasformati, ma anche a farsi trasformare essi stessi al fine di scacciare completamente i Vizjerei fuori dal Teganze.

    La loro strategia funzionò, ma non senza costi. In cambio del loro dannato potere, si ritrovarono al servizio del demone Zagraal (si noti che io non approvo né nego teorie di un “inferno di fuoco e fiamme” con l'utilizzo del termine demone; qui viene semplicemente utilizzato nel suo scopo originario: descrivere un essere di origine abominevole e maligna). Divennero feroci predatori, spinti a razziare villaggi e carovane per placare la loro sete di sangue e procurare vittime sacrificali per il loro padrone demoniaco. E' a questo punto che vennero anche conosciuti come Khazra, che si traduce pressappoco in “demone” o “diavolo” nella lingua Umbaru.

    Dopo anni di questo terrore, i loro precedenti fratelli, gli Umbaru della Teganze inferiore, mandarono i loro sacri guerrieri sciamani a sradicare la minaccia dei Khazra dalla regione. Forti di un potere ultraterreno, gli sciamani sferzarono una falciata di distruzione tra i Khazra fino a confrontarsi con lo stesso Zagraal. In una battaglia divenuta leggenda, i valorosi eroi combatterono fino all'ultimo uomo prima di riuscire finalmente ad abbattere Zagraal.

    I Khazra continuarono a condurre la guerra contro l'umanità, ma senza la fonte di un potere demoniaco da cui attingere, divennero deboli. Nonostante una lieve e inspiegabile ripresa circa una ventina di anni fa, la loro furia si prosciugava costantemente, fino a divenire gli esseri fiacchi e disorganizzati che conosciamo oggi.

    Supplemento: durante le ricerche sulla fauna ostile in cui i mercenari si imbattono regolarmente durante il loro lavoro, sono stato informato che i Khazra hanno riacquistato parte della loro perduta energia e vigore e stanno nuovamente attaccando gli umani con ferocia. Nel momento in cui scrivo tali rapporti restano non avvalorati da fonti attendibili.



    ________________
    Riguardo l'autore
    Abd al-Hazir è un famoso gentiluomo, storico e studioso. Egli ha recentemente assunto l'incarico senza precedenti di investigare, ricercare e catalogare informazioni sulle uniche località e gli abitanti del nostro mondo.
    Ultima modifica di ares; 28-06-2010 alle 16:48

 

 
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